Bonehole, l’ossobuco con purè

l\'involontaria protagonista e il nipotastro

14/04/2008 ore 0:22

La domenica è sempre “il giorno dopo” e questa, in particolare, mi trovo ad affrontare due grossi ostacoli che mi separano dall’oggetto della mia delizia e notizia: un’ etilicità che non ha mai dormito tutta la scorsa notte e che si ripresenta di tanto in tanto e le elezioni mai così elettive come questa volta. Co lo stesso animo non tengo conto più di tanto degli ostacoli ma guardo e passo.

Mi affaccio in cucinana e… trionfo. mi scordo i simboli elettorali e il mal di mare e mi si palesa davanti l’ossobuco con il purè: DADA-DA-DA! Passiamo alle cose serie e dopo pranzo blocco la nonna al suo dovere di perito culinario ed estorco a lei tutta la verità:

  • ossobuco di vitellone a volontà (più ce n’è meglio è)
  • mezza cipolla
  • una carota
  • un sedano
  • 2 pomodori pelati
  • vino bianco
  • farina
  • olio&burro
  • dado vegetale
  • 1kg di patate
  • un pugno di parmigiano
  • 1/4 di latte
  • (immancabili per ultimi, i miei preferiti) sale&pepe

Rimediate dal buon vecchio macellaio di fiducia dell’ossobuco di vitellone (la quantità varia a seconda della vostra fame) e dopo averlo guardato in adorazione, si recide con precisione chirurgica sui lati la fettina lungo tutto il suo perimetro esterno (per evitare che durante la cottura la carne si restringa), lo si infarina, in entrambi i versi e lo si lascia al suo destino in una pentola abbastanza larga dove era gia in fermento dell’olio d’oliva e un pò di burro. Dopo aver scottato appena la carne sfumare con un pò di vino bianco (BLURP!) e aggiungere poi un trito della sacra triade “sedano, carota e cipolla”, tritato (da qui il nome) molto finemente (ancor meglio se frullati) e due pomodori pelati.

Fate bollire per circa un’ ora mettendo, di volta in volta, del brodo vegetale e, devo dirlo per contratto, sale e pepe quanto basta. (AAARGH) Per quanto riguarda il buon purè (mettiamo per 6 persone), bollire 1Kg di patate ancora con la buccia (dopo verrà via molto più facilmente ; ) e schiacciarle (una volta pelate) con, appunto, uno “schiacciapatate” dentro una pentola alta. Quindi buttare dentro 100Hg di burro, un pugno di parmigiano, un quarto di latte (non troppo, giusto per non farlo attaccare) e sale, ancora quanto basta. Mescolare fino a quando non avrà raggiunto una consistenza più che decorosa e non avrete sviluppato un braccio come il tennista Raphael Nadal. Pace e buon “bonehole” con purè.

Ah, mi stavo dimenticando del disco: si consiglia di abbinare il piatto con “Fifth Dimension” dei Byrds. Perche? Innanzitutto c’è un sapore rustico del country, Bob Dylan (il midollo della musica appunto) da succhiare alla fine e leccarsi le dita, il sugo unto e variopinto della psichedelia e la ballata delicata con il jingle jungle che fa tanto marchio di fabbrica della band di Roger McGuinn.

Alla prossima settimana.

Il guerrigliero gustativo

Julio Sangria

la materia grezza forgiata dall\'artistail sistema operativo con vari software

Antipesto

Io scrivo questo post perché ci sono cose che vanno salvaguardate. Innanzitutto le nonne, e gli odori che senti la domenica a pranzo appena alzato. L’invasione dei 4 salti in padella ha reso flaccido e molle ogni proposito di buona cucina. Io mi ergo a paladino delle cose buone di una volta, per cui ogni settimana intervisterò mia nonna e gli estorcerò tutti i suoi segreti culinari, da buon cronista/scribacchino d’assalto.

Abbinerò alla ricetta settimanale un disco a me caro, in modo da creare un crossover di saperi/sapori che attraversano 3 generazioni, con un salto quantico di 50 anni.

In questo blog troverete le ricette per preparare alcuni dei migliori piatti della tradizione culinaria romagnola. Tra questi, vi anticipo alcuni:

  • zucchine ripiene
  • piade e cassoni
  • fagioli in umido
  • lasagne verdi
  • cappelletti
  • seppie con i piselli
  • calamari ripieni
  • tiramisù (della nonna)

Voglio diventare l’idolo pop di una generazione di anziani.

Julio Sangria
Il Guerrigliero Degustativo

A domenica per la prima ricetta di nonna Lina.